Aroma, di nome e di fatto.

Sono molto emozionato nello scrivere questo articolo. Non solo perché è il primo ma anche perché mi ricorda l’occasione in cui ho scoperto questo ristorante. Era il giorno in cui il mio fidanzato ha terminato il suo percorso accademico ed ha ricevuto il suo diploma di laurea con lode. Un posto speciale per una serata speciale.

Diego, chef owner
Denis, restaurant manager

Parlo del Ristorante Aroma, una piccola oasi di tranquillità quasi in riva al Po’ a Torino, precisamente in Via Monferrato. Aperto nel 2014 dalla passione di due fratelli: Denis, il direttore di sala, ragazzo gentile e professionale che ha scoperto questo mestiere quasi per caso e Diego, lo chef, che dopo un bel po’ di esperienze in vari ristoranti stellati e non, corona il sogno di gestire la propria cucina.

Lo stile di Aroma è elegante ma non troppo: sala minimal, tocchi di boiserie, giochi di luce e colori scuri. Si inserisce nel panorama torinese come un ristorante dove sperimentare nuovi accostamenti e abbinamenti nel rispetto della tradizione, dove fare nuove esperienze.

Sala

Arriviamo sul tardi e parecchio affamati ma ci mettono subito a nostro agio con snack di benvenuto, precisamente una crème brulée salata al miso, mini burger giapponesi al vapore con all’interno carne di maiale stufata e cialde con robiola e nocciole croccanti. Un tocco di Giappone, Francia e Piemonte.

Snacks di benvenuto

Ho deciso di accompagnare queste prime portate con un prodotto che non conoscevo, e ho scoperto questo fresco Gewürztraminer 2019 “Vallagarina” della Cantina La Cadalora, tripudio floreale di gelsomino e rosa, croccante e caldo al palato.

Primo vino di accompagnamento a snacks e antipasti.

Arrivano gli antipasti: filetto di agnello alla liquirizia, con mandorle salate e gelato alla cipolla e il petto d’anatra con insalata cotta e sciroppo d’acero.

Agnello alla liquirizia, mandorle salate e gelato alla cipolla

L’agnello era molto intrigante, carne rosa cotta alla perfezione, il freddo del gelato alla cipolla contrastato con la calda intensità della salsa alla liquirizia, accompagnato dalla croccantezza delle mandorle.

Petto d’Anatra, insalata cotta, sciroppo d’acero.

Molto succoso invece il petto d’anatra dove l’amaro dell’indivia si bilanciava con la dolcezza sia della carne sia dello sciroppo d’acero.

Come primo piatto abbiamo preso i ravioli di secreto Iberico, melanzane e ricotta infornata. Qui i sapori erano light, lo scopo quello di fare risaltare il ripieno dei ravioli, protagonista del piatto; scelta che però non mi ha convinto del tutto.

Ravioli di secreto Iberico, melanzane e ricotta infornata.

Passo ad un vino che già conoscevo per l’ottimo rapporto qualità/prezzo: il Pinot Noir Tradition della Cantina Terlan. La 2019 si esprime in un colore rubino brillante, naso di ciliegia turgida e ribes rosso. Al palato tannino già levigato e tanta agilità.

Secondo vino di accompagnamento al primo e ai secondi piatti.

Arriviamo ai secondi piatti, a ripensarci mi ritorna l’acquolina in bocca. Piccione arrosto, yogurt e mela e Filetto alla Wellington.

Piccione arrosto, yogurt e mela

Il piccione era delizioso, bilanciato. Le dolcezze della mela e l’acidità data dallo yogurt fecero risaltare ancora di più il sapore vero di questo piatto, che viene completato con le interiora e i fegatini in due formati, rispettivamente la polpetta fritta e il raviolo croccante.

Filetto alla Wellington

Il filetto alla Wellington, grande classico, posso descriverlo con una sola parola: fantastico. Solo questo piatto vale il viaggio per Aroma.

I dessert sono piatti sorprendenti. Partiamo con Porcini, cioccolato bianco e frutti rossi. Un’opera d’arte. Crema di cioccolato bianco al cappuccino come gambo e la meringa come cappello, la terra fatta di cacao e mousse ai frutti di bosco che ricorda le foglie rosse autunnali cadute dagli alberi.

Porcini, cioccolato bianco e frutti rossi

Il secondo è la Sfera tropicale, yogurt, maracuja e cioccolato bianco. Ve lo ricordate il Solero Exotic? A me piaceva tantissimo, e questo dessert richiama quelle sensazioni acidule. Una finissima sfera di cioccolato bianco che si rompe scoprendo un tuorlo di Maracuja. Freschissimo finale.

Sfera tropicale, yogurt, Maracuja e cioccolato bianco.

Ho accompagnato i dessert e la piccola pasticceria restando in provincia di Torino, Caluso Passito 2008 di Bruno Giacometto, acidità ancora presente, arancia amara candita, marmellata di albicocche. Finale di mandorla glassata.

Terzo vino, abbinato ai dessert e alla piccola pasticceria
Piccola pasticceria

Per chiudere in golosità la piccola pasticceria di Aroma: gelatina all’albicocca, mini bombolone alla crema di limone, cookies e infine tartufi cioccolato bianco e cocco, i miei preferiti.

Ho apprezzato molto che lo chef Diego sia venuto a salutarci a fine cena e a chiedere i nostri pareri sui suoi piatti, grande esempio di umiltà e voglia di migliorarsi.

È stata un’esperienza intensa e sensorialmente appagante, la prossima volta sicuramente da provare il menù degustazione per farsi guidare dallo chef. Migliorabile la carta dei vini con percorsi degustazione al calice studiati per completare i piatti.

Stupiscono sicuramente la qualità degli ingredienti, la contemporaneità e l’originalità dei piatti oltre alla cortesia e la discrezione del servizio di sala.

Aroma, una grande scoperta nel panorama torinese.

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Aroma Ristorante
Via Monferrato, 23/A
10131 Torino

Orari di Apertura

Mar-Ven 19:30 – 22:30
Sab-Dom 12:30-14:30 / 19:30-22:30

Contatti

+39 011.819.60.13
 +39 329.3254972
info@aromaristorante.torino.it

www.aromaristorante.torino.it

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